Le cartoline...
le fotografie...
Forse ho fatto
male a riaprire quella scatola di fotografie... quanti anni... a
Bucarest, in Romania, c'era ancora Ceausescu. Forse era la settima
o l'ottava volta che tornavo in missione lì, un lavoro difficile a
quei tempi da quelle parti...
La prima foto che
salta fuori da quella vecchia scatola è una foto un po' ingiallita
di un violoncello e degli spartiti...
Un
violoncello...? Il Violoncello ! Il suo vecchio, graffiato,
sbeccucciato violoncello.
Ma lei... Bruxa,
sosteneva che quel violoncello aveva un suono unico, caldo,
armonioso.
Io non mi intendo
di violoncelli, però debbo dire che ogni volta che tornavo a
Bucarest, ogni volta che Bruxa -facendo salti mortali acquistando
chissà come, chissà dove, le cose più buone del momento- mi
invitava a cena a casa sua, mandando la sua amica a dormire a casa
di sua madre, io -che per forza dovevo sentire almeno mezzora di
esercizi prima di cena- con il tempo cominciai ad apprezzarne le
qualità di quel suono e le difficoltà per suonarlo.
Quella volta
mi invitò addirittura ad un concerto... . In cinque anni non era mai
capitato che io arrivassi a Bucarest in un periodo in cui lei avesse
dei concerti, quindi ero curioso perchè al massimo avevo sentito
solo esercizi prima di cena......
Le si leggeva
in faccia la soddisfazione di sapermi seduto lì... in prima fila e
sapeva benissimo che i miei occhi erano puntati solo su di
lei..........
Quella sera
poi.......... c'era nell'aria una strana atmosfera, anche i suoi
saluti... tutto sembrava fuggevole, schivo.........pensai
all'atmosfera del paese... la radio aveva detto che in città c'erano
i carriarmati e che Ceausescu era stato fermato insieme a sua
moglie..........
Ma non pensai più
di tanto alle cose politiche del
momento.......... perché le prime note di Brahms riempirono la sala.
I violini cantavano e lei, Bruxa, con il suo violoncello graffiato
faceva il controcanto con toni più gravi.
Appena poteva
staccava lo sguardo dallo spartito e mi cercava nella penombra della
sala... come a rassicurarsi che ero ancora lì o a verificare che mi
stesse piacendo....... un attimo, una frazione di secondo, poi lo
sguardo tornava frettoloso prima al direttore d'orchestra, poi allo
spartito...
Ma sul finire
di un valzer di Strauss... un bisbiglio sempre più forte, sempre più
consistente, disturbò il maestro che, visibilmente seccato si voltò
e interruppe la sua direzione...
Dal fondo della
sala una voce disse qualcosa, non capii, ma la voce rimbalzò da
persona a persona... fino a diventare quasi un coro che ripeteva con
un tono tra l'interrogativo e l'esclamativo: "Ceausescu è morto.?? !
! ".......................
Entrarono
degli inservienti o così sembravano, invitarono l'orchestra di
ritirarsi e il pubblico ad uscire..............
Si accese
qualche luce, nemmeno tutte, la gente si guardava intorno e
l'orchestra era in piedi con gli archetti in mano....... Non una
parola, solo i nostri sguardi che si incontrarono, poi qualcuno mi
prese per un braccio e mi portò fuori.
La mia
ambasciata sospese la missione, alle 12 c'era già un aereo che mi
avrebbe riportato a casa.
Non sono mai
più tornato a Bucarest....................................
fine