A New York, a Los Angeles, a
Neshville, il 10 settembre, nei cieli delle tre
città si sono alzate le note degli strumenti e delle
voci di Green Day, Usher e Alicia Keys. Tre
concerti, tre concerti in contemporanea per
ricordare i morti e aiutare i superstiti di New
Orleans, la città devastata dalle acque.
Io non sono un musicista e quindi non
potrò mai dare un concerto per esprimere solidarietà
a quella città del sud del Nord America; io sono
fotografo e se potessi lo farei con mie fotografie.

Lo farei… sì perché il fotografo è
spesso testimone del suo tempo, ma per New Orleans
– in tutta onestà- è impossibile farlo, perché è
impensabile ridare con fotografie la vera essenza…
l’anima di quella città.

Il fascino di New Orleans è più nelle
cose che non si vedono che in quelle tangibili,
fotografabili. La città è moderna, così appare fin
dalla sua periferia… come altre città americane,
eppure –come una vernice invisibile- una sensazione
di passato, forse un incomprensibile richiamo ai
misteri del vudù, si appiccicano addosso senza che
ce ne accorgiamo.
Il fascino di new Orleans è – o
forse… era- un fascino oscuro, mai definito, un po’
losco, un po’ ambiguo, un po’ allegro, un po’
ruffiano… un po’ disperato.
La fotografia può sì documentare, far
vedere, far conoscere…. ma solo chi è passato per
Bourbon Street, o gustato un caffè al Caffè du
Monde, ha assorbito sulla sua pelle, sulla punta
dei suoi capelli, nel naso, negli occhi e… e poi
forte… forte, nelle orecchie, la vita di quella
città, di quella strada… che non si spegne mai, che
non tace mai.

Si
forse le fotografie potrebbero mostrare
l’architettura del Quartiere Francese e dei suoi tre
secoli di storia, forse le fotografie possono darci
un’idea verosimile dei battelli a ruota che navigano
il Mississipi… fiume maestoso, ma non potranno mai
ridarci il sapore unico di una “cenetta” a base
d’aragosta com’è… com’era possibile gustare nei
localini del Garden District , né le
fotografie potranno mai materializzare il gusto
unico e inconfondibile di un
julep
, bevanda a base di whisky con zucchero e menta che
bevendola ti fa sentire uno di loro…. uno di New
Orleans; ma soprattutto, le fotografie, non potranno
mai restituire quei brani di jazz puro,
liquido, sensuale, penetrante, avvolgente,
trascinante come solo a New Orleans si può… si
poteva ascoltare.

Queste mie poche foto di New Orleans
non rappresentano quindi la vera città di New
Orleans, ma io voglio sperare che queste immagini
possano servire da buon auspicio e scoprire che
presto ci sarà nuovamente una nuova New Orleans, il
più possibile uguale a quella che era.