************

Un fascino… perduto

di  roberto zuccalà

 

 

    A New York, a Los Angeles, a Neshville, il 10 settembre,  nei cieli delle tre città si sono alzate le note degli strumenti e delle voci di Green Day,  Usher e Alicia Keys. Tre concerti, tre concerti in contemporanea per ricordare i morti e aiutare i superstiti di New Orleans, la città devastata dalle acque.

Io non sono un musicista e quindi non potrò mai dare un concerto per esprimere solidarietà a quella città del sud del Nord America; io sono fotografo e se potessi lo farei con mie fotografie.

 

 

Lo farei… sì perché il fotografo  è spesso  testimone del suo tempo, ma per New Orleans – in tutta onestà- è impossibile farlo, perché è impensabile ridare con fotografie la vera essenza… l’anima di quella città.

 

 

Il fascino di New Orleans è più nelle cose che non si vedono che in quelle tangibili, fotografabili. La città è moderna, così appare fin dalla sua periferia… come altre città americane, eppure –come una vernice invisibile- una sensazione di passato, forse un incomprensibile richiamo ai misteri del vudù, si appiccicano addosso  senza che ce ne accorgiamo.

 

 

Il fascino di new Orleans è – o forse… era- un fascino oscuro, mai definito, un po’ losco, un po’ ambiguo, un po’ allegro, un po’ ruffiano… un po’ disperato.

La fotografia può sì documentare, far vedere, far conoscere…. ma solo chi è passato per Bourbon Street, o gustato un caffè al Caffè du Monde, ha assorbito sulla sua pelle, sulla punta dei suoi capelli, nel naso, negli occhi e… e poi forte… forte, nelle orecchie, la vita di quella città, di quella strada… che non si spegne mai, che non tace mai.

 

 

Si forse le fotografie potrebbero mostrare l’architettura del Quartiere Francese e dei suoi tre secoli di storia, forse le fotografie possono darci un’idea verosimile dei battelli a ruota che navigano il Mississipi… fiume maestoso,   ma non potranno mai ridarci il sapore unico di una “cenetta” a base d’aragosta com’è…  com’era possibile gustare nei localini del Garden District , né le fotografie potranno mai materializzare il gusto unico e inconfondibile di un julep , bevanda a base di whisky con zucchero e menta che bevendola ti fa sentire uno di loro…. uno di New Orleans; ma soprattutto, le fotografie, non potranno mai restituire quei brani di jazz puro, liquido, sensuale, penetrante, avvolgente, trascinante come solo a New Orleans si può… si poteva ascoltare.

 

Queste mie poche foto di New Orleans non rappresentano quindi la vera città di New Orleans, ma io voglio sperare che queste immagini possano servire da buon auspicio e scoprire che presto ci sarà nuovamente una nuova New Orleans,  il più possibile uguale a quella che era.