La Moldava

 

Ormai durava da anni, il giorno prima di ripartire lei, Zdena, mi invitava a cena a casa sua.........

Faceva salti mortali per trovare cose buone e, a Brnò, in quegli anni, non è che fosse facile arrangiarsi.

Fece della pasta... lei diceva "un piatto italiano", ma certo che d'italiano aveva ben poco.

Finito di mangiare disse: "siediti sul divano, voglio farti sentire una cosa".

Mi sedetti, lei prese un disco in venile, lo pulì ben bene, poi lo adagiò con cura sul piatto.

Il braccio del giradischi si spostò automaticamente e la musica iniziò... una sinfonia.

Strano... nonostante il pezzo da museo il suono era più che buono...

Zdena si era accoccolata vicino alla porta, ascoltava la musica con un'attenzione tale da sembrare misticismo.

 

 

Poi, improvvisamente ruppe il silenzio...

"Conosci Smetana -disse- conosci Ma vlast... La Moldava??"

"Certo che lo conosco... La Moldava mi piace anche".

"Ma sai anche cosa significa?" Incalzò.

"Come cosa significa... è una sinfonia !"

"Non è solo una sinfonia... ascolta"

Zdena ora si era seduta sulla solita panca verde e come era sua abitudine si rilassava incrociando le mani e le gambe.

 

 

La testa china per seguire la musica senza distrazioni: "Ascolta -disse- senti adesso... lo senti? E' la Moldava alla sua sorgente ecco il perchè del suono cristallino".

Prestai attenzione... vero, era come… come sentire l'acqua scorrere.

"Adesso, ascolta adesso... -disse dopo diversi minuti- lo senti? Ora il fiume corre verso le rapidi, è veloce, è  pericoloso."

Stupendo, era vero il fiume correva e poi precipitava tra timpani e gran casse giù, nel lago.......poi la calma... ora capivo anch'io la sinfonia, il fiume, maestoso, correva nelle campagne e poi... entrava nel mare... perdendosi.

"Grazie -dissi- grazie Zdena, mi hai insegnato una bella cosa".

Non disse nulla, prese con cura il disco, lo pulì ancora una volta, lo rimise nella sua custodia di cartone leggero... si  avvicinò a me dicendo: "Tieni, è un mio regalo... così quando lo riascolterai in Italia ti ricorderai della tua Zdena".

Mi avvicinai per baciarle una guancia, per ringraziarla... fu allora che mi accorsi che i suoi occhi erano lucidi.

 

 

Mi strinse tutte e due le mani dicendomi: "fai un buon viaggio......................"

Poi tornò a sedersi sulla panca, le mani a ciondoloni e lo sguardo puntato su di me... come se aspettasse l'impossibile.

  

         rolà