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Improvvisamente...
 
 
L'aria era ancora rigida, eppure c'era gente che vestiva con abiti leggeri... forse stranieri.
I soliti piccioni spadroneggiavano nella piazza volando a bassissima quota tra le persone.
Io camminavo praticamente con il naso all'insų, attirato sempre pių dai tetti meravigliosi di Parigi.
 
Improvvisamente una musica...
Uno stereo portatile inizia a suonare una melodia spagnola, un flamenco.
Lei si alza la gonna con la mano, chiude gli occhi e inizia a ballare... bellissima.
Tutta Parigi la guardava... io me ne innamorai.

 

 
 
 
Sembrava che la musica di quel flamenco arrivasse su su, in alto, fino alla cima della Tour Eiffell.
Lei era sempre con gli occhi chiusi... schioccava le dita a tempo di musica, volteggiava ed i suoi capelli lasciavano strisce di fuoco nel cielo. Tutto era fermo, forse anche i piccioni si erano fermati ad ascoltare, a guardare.
 
 
 
 
Io ero come inebetito, gli occhi fissi sui suoi piedi, sui suoi fianchi, sul suo viso, su quei capelli rossi come la passione... ...  e non pensavo alla fotocamera che avevo in mano, perdendo cosė preziosi fotogrammi.
 
 
 
 
In quel momento, l'aria fresca di Parigi si riempiva di tre cose: la musica di quel flamenco...
il profumo delle baguettes calde uscite dai forni dei panettieri... e dalle fiamme dei suoi capelli rossi che si alzavano guizzanti ad ogni passo di danza.
 
 
 
 
Improvvisamente, mentre le nacchere sembravano volare dentro il palmo della mano della bellissima sconosciuta, il suo sguardo si posō sul mio obiettivo... poi dentro il mio.
Non so il perchč... ma percepimmo una strana sensazione, lei perse una battuta... andō per pochi istanti fuori tempo... ci venne da ridere...............
 
 
 
 
Forse solo per farmi dispetto... o forse per farmi impazzire, ma la giovane dai capelli di fuoco prese a ballare proprio d'avanti a me e, ad ogni scatto della mia fotocamera, batteva pių forte le sue nacchere ed ancor pių i piedi, come a sfidarmi per nuovi scatti...

 

 
 
 
Ormai sembrava che la musica venisse fuori solo per noi due... Parigi ci guardava.
Ogni nota lei l'assecondava con una movenza, con un passo nuovo... ed io ogni suo passo lo imprigionavo su una pellicola a colori, per conservarlo per sempre... per rivederla ancora... forse - nell'inconscio - per possederla simbolicamente.

 

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