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I colori della corrida 

 

Alcuni anni fa, a Barcellona, ho avuto la fortuna di visitare il Museo Picasso.
Tra le tante opere visionate alcune in particolare hanno attirato la mia attenzione: si trattava di piccoli schizzi realizzati a china, macchie nere che apparentemente, viste da vicino,  non riproducevano nulla d'interessante.

Soffermandomi nell’osservazione da una più giusta distanza, dalle macchie nere si realizzavano scene eloquenti e inequivocabili: la Corrida e il Don Chisciotte.
I temi eseguiti dall’artista spagnolo, tocchi d’inchiostro nero sulla carta bianca, davano la visione solenne e magistrale sia dell'arte del toreare, sia della fantasiosa storia del Cervantes.

 

 

       
Dopo quella visione, mi sono per anni chiesto se, per chi come me si serve della fotografia per esprimersi, sarebbe stato mai possibile realizzare “macchie” di colore per dare l’idea della corrida.
La fotografia, si sa, è un testimone secco e deciso della realtà che interpreta, pertanto la mia aspirazione era ambiziosa e piena di notevoli difficoltà.

 


 


Alcuni anni più tardi ho avuto ancora occasione ti tornare in terra spagnola e di assistere ad una vera corrida; quanto avevo visto tempo addietro al Museo Picasso era fisso nella mia mente e così le scene del toreare che ho ripreso sono state scattate tenendo presente il fatto che il mio intento era di realizzare una corrida ... attraverso macchie: il nero (toro), il rosso (la muleta) e il torero.

 


 


Queste sono alcune immagini di quest’impresa, fuori dei canoni testimoniali della fotografia, lontane certo dalla maestria picassiana, ma per certi versi - almeno spero - pregne della stessa atmosfera onirica
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