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Viaggio intorno a:

Carlo Monari

  Presentazione  di   ©  Roberto Zuccalà

 

Io ritengo  -non so se a torto o a ragione-  che non è poi così importante sapere l’anno e il luogo di nascita di Carlo Monari; basta digitare il suo nome su Internet e questa curiosità trova subito una risposta. Può essere un po’ più interessante invece,  ricordare cosa è stato e cosa ancora rappresenta nel mondo della fotografia, e per il mondo della fotografia, questo distinto autore padano, perché questo ci farebbe subito capire lo spessore dell’uomo che stiamo incontrando, prima ancora del suo talento. Anche in questo caso, comunque, una breve navigazione in rete ci informerebbe agevolmente della lunga esperienza  fotografica e degli incarichi  -di sicuro prestigio-  da lui ricoperti nel mondo della fotografia italiana.

Chi mi conosce da tempo, chi ha modo di seguire le mie recensioni, sa che mi appassiono molto più all’analisi dell’aspetto espressivo di un autore, che non ad un eventuale curriculum per quanto ricco esso sia; il suo temperamento ed il suo stile saranno perciò i puntelli della mia esposizione.  Conosco da anni Monari, ma è certamente negli ultimissimi tempi che ho avuto modo di   stabilire con lui un contatto più profondo; una conoscenza più attenta che mi ha permesso di entrare meglio nel suo concetto di fotografia, ma forse è più giusto dire “nei suoi concetti di fotografia”, perché dal ’59 (anno in cui inizia la sua passione fotografica) ad oggi, la scelta espressiva di Monari è cambiata assecondando non tanto le mode, quanto invece la sua esigenza di raccontare.

Carlo Monari nasce fotografo tipicamente romantico, che incarna l'espressione della borghesia padana del suo tempo, rivolta perlopiù alla semplicità e all'immediatezza sentimentale della foto. Paragonato ad altri autori, Monari non lascia in realtà una notevole, pubblica, produzione iconografica: molta della sua fotografia, della sua bella fotografia –specialmente la fotografia degli ultimi anni- è più simile ad una ricerca puramente personale, che non ad elementi di comunicazione visiva  rivolti al mondo esterno. Decine, centinaia di immagini sono scattate per un piacere puramente intimistico, condivisibile semmai in privato con pochi amici. La sua lunga serie di foto sul Pianeta India – per esempio -  non può che confermare quanto scrivo.  Il rigore formale, l’equilibrio cromatico, il classicismo espressivo, diventano gli elementi cardine di questa indagine fatta in punta di piedi. Monari indaga il microcosmo indiano (che riflette e riassume in sé tutto il proprio mondo)  con una cura ed un amore verso quel popolo quasi ai limiti del familiare, Monari racconta senza inventare, Monari mostra senza ferire,  affinché la sua favola “India”,  sia comprensibile a tutti nella sua vera essenza.

Se molti dei suoi lavori più recenti  -come l’India appunto-  fanno anche uso del colore come strumento di dialogo della sua moderna comunicazione, le sue immagini “storiche” sono in realtà composizioni grafiche di più complessa struttura, dove il rigore formale e  -diciamolo-  fortemente irreale del Bianco Nero, suscita nell’osservatore sempre intense suggestioni, tanto da far apparire anche le sue fotografie più datate, sempre attuali e godibili.

La fotografia di Carlo Monari è certamente caratterizzata da una grande chiarezza estetica e da un'intensa semplicità espressiva. S'impone soprattutto per il grande equilibrio trovato tra il limpido classicismo della tradizione italiana e gli slanci impetuosi o sognanti di una sensibilità fortemente romantica e appassionata.  Le sue immagini hanno un gusto elegante, sottile e preciso,  per l’ampio respiro emotivo che trasmettono, per la composizione raffinata, per la realizzazione accurata; i suoi ritmi di lettura sono elastici e leggeri, il discorso affrontato nelle sue tematiche è sempre nobile ed espressivo.

 


 

 

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