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Luciano Bovina

DIARIO DI VIAGGIO

“moments and memories”

 

(presentazione di   Roberto Zuccalà)

 

 

 

            Se scrivessi “23 per 33 “ quasi certamente sarebbe un’informazione inutile, che non rivelerebbe nulla.  Stessa cosa se semplicemente comunicassi “23 x 66 aperto”, si penserebbe a mille cose possibili, ma a nessuna con certezza. Se aggiungessi però: “Composto da rivestimento copertina a 4 colori ; Brossure cartonata ad album mm.3;  dorso quadro a cataletto. Carta patinata opaca da 170 grammi ”. Bè allora il significato di quel 23 x 33 sarebbe subito chiaro che stiamo descrivendo un libro.

            Un libro sì, ma che libro? Di che genere?  Ci vorranno parole nuove per farci entrare nella realtà editoriale a cui facciamo riferimento. Se queste parole nuove, se questa frase fosse ad esempio: “Stampa in retino stocastico e verniciatura serigrafia lucida a registro sulle immagini, compreso schermi”, allora il gioco è fatto, è ormai evidente che si tratta di un libro fotografico con immagini a colori.

            Tutto questo per introdurci e parlare del nuovo lavoro editoriale di un poeta dell’immagine: Luciano Bovina.

            Il termine poeta  non è da me scelto a caso, la sfera caratteriale del fotografo Bovina è, a mio avviso, altrettanto importante quanto la sua indiscussa qualità tecnica, quanto le sue inseparabili Leica, vere bacchette magiche nelle sue mani.

 

            La sua fotografia poetica, nota ai più, è stata fortemente evidenziata in occasione dell’ultimo Congresso Fiaf, dove il nostro autore emiliano si è messo in luce vincendo l’incontro dedicato agli audiovisivi con una diaproiezione che rimarrà nella storia federativa: “All’Omarino Ignoto”.

            Di Luciano, ancora prima  delle foto realizzate, ne ammiro il carattere, il temperamento.        Fulcro delle sue scelte sono proprio la sua etica, la sua morale.  L’etica,  perché tutto ciò che da lui viene vissuto, visto, interpretato, trasmette nel fruitore sensazioni di giusto, di estremamente corretto; morale, per sottolineare l’assieme di valori, di norme personali, di costumi di vita di quest’autore gentiluomo. 

            Luciano Bovina ha girato i cinque continenti, ha fotografato e filmato  un’ infinità di luoghi, ha scattato immagini ad una moltitudine di persone, gente di tutte le razze e di tutti i ceti sociali, ma mai – nelle sue fotografie – scivola nel miserismo, mai toglie dignità al genere umano, nemmeno quando questo versa in condizione di estrema infelicità, di profondo avvilimento.

            Questa sua nuova opera editoriale rispecchia, nel carattere,  la stessa scelta fatta per la selezione del suo precedente libro: tante fotografie per mostrare, come in un grande abbraccio, il più possibile di questo mondo e della varietà quasi infinita di persone che lo popolano.

            A grandi linee, su queste nuove pagine patinate, due sono i filoni che si alternano: la natura e il genere umano. La natura ritratta da Bovina è facilmente riconoscibile, la sua foto natura ha sempre un ampio respiro, è senza punti di fine, è immensa… tanto da intimorire. Ovunque si trovi… nei deserti, sulle nevi, nelle steppe, ci regala immagini che non hanno né tempo né spazio… sensazioni immense come immense sono le terre riprese, che così – grazie a quelle foto- abbracciamo con un solo sguardo.

              Luciano Bovina mi appare straordinario nella descrizione visiva delle persone incontrate lungo i suoi viaggi, le sue macchine fotografiche catturano situazioni tipiche, abitudini quotidiane, folclore, di ogni popolo visitato e poi ancora… la sua indagine si spinge alla persona, all’uomo, rivelando messaggi profondi e umani.

            Il libro, “Diario di Viaggio”, diario visivo e scritto, che ha come sottotitolo “moments and memories”, si sfoglia con grande curiosità e rispetto, mentre l’odore degli inchiostri della stampa tipografica completa la magia del momento. Sono centocinquanta le foto inedite presentate e sono immagini che veramente rapiscono l’attenzione di ogni osservatore.

            Il libro è stato presentato al pubblico dallo stesso autore l’otto dicembre del 2006, in concomitanza dell’inaugurazione della galleria d’arte del ristorante Amarcord, all’interno della Multisala CineCi di Sant’Agata Bolognese, galleria che mensilmente ospiterà un nuovo autore.

 

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