Gianluca Basso
"L ultimo dei romantici"
Presentazione di
Roberto Zuccalà
Se si piombasse
all’improvviso in una sala nella quale fossero esposte fotografie
giganti di Gianluca Basso ci sembrerebbe di essere caduti dentro
un fantastico romanzo del tipo Sword and sorcery (spada e
stregoneria); sì perché anche se in quelle sue foto non si vedono
intrepidi eroi impegnati in conflitti violenti contro una
moltitudine di perfidi è comunque al genere fantasy e alle sue
origini antiche che Basso trae sempre più spesso ispirazione per
la realizzazione delle sue immagini o delle sue atmosfere.
Lo fa con il colore prima di tutto, ricreando visioni che ci
rimandano ai tempi cupi del medioevo; lo fa con l’architettura,
inserendo elementi che ci fanno calare in quelle atmosfere buie,
tipiche –appunto- del mondo gotico del XII secolo, mondo peraltro
particolarmente amato dall’autore milanese.

Anche se Gianluca è fotografo, le sue foto non ci ritornano sotto
forma di fotografia, ma sapientemente manipolate, mescolate,
unite, trasformate, le foto danno origine a nuove immagini, con
impatto e senso decisamente diverso. Il processo operativo di
Basso consiste nel trasformare e le forme e i colori delle realtà
che va indagando.
E’ con l’ausilio del computer (che diviene così una sorta di
pennello nuovo nelle sue mani) che Basso interviene, trasponendo
al piano della sua immagine iniziale manieri, torri, casali,
castelli. Così manipolata, la fotografia di Gianluca non imita
più la realtà , si spoglia dall’essere fotografia, ovvero
testimone di una verità visibile, per diventare un’immagine nuova,
diversa, di fantasia; un fantasy visivo grazie proprio a
quegli elementi metafisici o astrazioni più o meno slegate
dall’elemento figurativo originale.

Gli
spazi illimitati fotografati da Basso, la tensione che le sue
immagini provocano nell’osservatore, questo sublime, vago, senso
di incertezza, di paura e così anche il desiderio d’inventare e
presentare come vere situazioni, immagini, che rappresentino
profonde e toccanti emozioni, fanno di Gianluca Basso uno degli
ultimi romantici della fotografia.
Perché
romantico? Perché è romantico tutto ciò che ha un’apparenza
inverosimile, irreale, fantastica, tutto quello che si contrappone
all'arte accademica definita forzata, artificiale dogmatica e
certamente… priva di fantasia.
Rivisitando le foto di Basso sempre più ci convinciamo del suo
romanticissimo spirito creativo, creatività che calza a perfezione
con quanto scritto sull’argomento da Baudelaire
nell’ormai lontano 1846 proprio sul romanticismo: <Chi dice
romantico dice arte moderna, cioè intimità, spiritualità, colore ,
aspirazione verso l’infinito espresse con tutti i mezzi che le
arti offrono>.