L’erotismo soft di Fabrizio Castorina
di Roberto Zuccalà
Triestino, dagli occhi cerulei,
sagace dispensatore di sogni: ecco Fabrizio Castorina.
Lui insegue e cattura farfalle
adolescenti o appena diventate donna; i sogni che fabbrica hanno
una realtà inconsueta, eterea, indefinibile, persino lo sguardo
che si posa sulle sue immagini deve essere leggero, delicato,
puro… per non rischiare di sciuparle.
Le mille e mille immagini realizzate nel
tempo, seguendo il volo di decine di farfalle dai
colori tenui, fanno di Castorina qualcosa di più di un
fotografo… lo consacrano maestro di un erotismo fresco,
amorevole, soft. La delicatezza, la poesia, la grazia,
l’assoluta apparente mancanza di erotismo sono la vera carica
erotica delle sue fotografie.
Il fulcro della sua malattia, della sua
ossessione artistica, della sua sensibilità è sempre la
fanciulla, libera d’inventare, di muovesi davanti al suo
obbiettivo, rivelando così ogni mistero del proprio corpo,
annullando ogni segreto non più celato dal pudore. Il fluttuare,
il muoversi, il guardare delle modelle con sguardi carichi di
significati, rivelano all’autore attento molte cose, diventano
una scoperta preziosa, una rivelazione dubbiosa, ambigua; c’è da
chiedersi a quel punto quale sia il vero confine tra Erotismo o
Ingenuità compiaciuta?

Fabrizio Castorina è un figlio del suo
tempo, vive intensamente ciò che ama profondamente… la musica,
la poesia, la grazia, la donna e, scekerando questi
quattro elementi, inventa i suoi sogni…ovvero le foto che noi
ammiriamo. Vive il suo tempo sì, ma ha sempre saputo respingere
le occasioni che non trovavano rispondenza nella sua sensibilità
artistica; non è mai caduto, per esempio, nell'erotismo banale o
di facile effetto.
Nell’ultime immagini di Fabrizio si
prova la stessa intensa emozione che già avevano suscitato le
prime foto, mai un calo di tensione emotiva nell’osservatore.
L’atmosfere create dall’autore diventano un nuovo inno al
trionfo della donna-farfalla, della donna-bambina e alla tenera
dolcezza dei corpi giovani, a tutto questo dedica un nuovo inno
all'innocenza non più completamente ignara della propria
sensualità.
La dolcezza soffusa, ancora
smaterializzata e impalpabile delle fanciulle scelte da
Castorina per far sognare, si rivela anche grazie
all’attenzione e all’importanza che l’artista attribuisce allo
sfondo, all’ambiente: mai quello della sala di posa, che
l’autore ha sempre rifiutato, bensì quello che rispecchia
situazioni reali, in cui anche la luce che accarezza i corpi ha
un gusto tutto naturale, divenendo così il tutto una
straordinaria metafora poetica, ma anche una provocante
trappola psicologica.

Nel corso degli anni, il fotografo di
Trieste, ha smentito la pretesa idealistica di poter sottrarre
la pura bellezza alla sfera dei sensi; ha sottolineato il
fallimento dell'illusione di poter rimuovere le pulsioni
istintive ammirando corpi scultorei, per Castorina è sufficiente
una mossa, un gesto, un semplice sguardo delle fanciulle e lui…
testimonia l'irriverente irruenza delle pulsioni istintive, il
sentimento insinuante dell'intrigo e del raggiro in cui cade
ogni osservatore che si lascia irretire da una cosa estremamente
semplice: la nuda bellezza appunto.
La magia di Castorina è quella di
riuscire a percepire e poi regalare all’osservatore le
vibrazioni di una fanciulla… finalmente donna e a lei abilmente
lascia la finta scelta verso quale dimensione muoversi:
crogiolarsi ancora nell’ingenuità o mostrarsi finalmente adulta.
Ecco… l’erotismo tenero di Fabrizio consiste nella
dialettica dell’adolescenza catturata nella perfezione delle
forme e nella purezza dell’esposizione ludica e trasognata, ma
già desiderosa a divenire altro.