Il signore dell’onirico
Mostra di Fabrizio Castorina
Presentazione di Roberto Zuccalà
Se
su un foglio di carta sensibile trovate impressionate linee dai
colori dell’arcobaleno, linee che lasciano solo immaginare, che
lasciano solo intravedere, volti di donne bellissime; state pur
certi che siete d’avanti ad una immagine del poliedrico
artista-fotografo Fabrizio Castorina.
Se invece, in altre occasioni, vi trovate al cospetto in nuove
immagini che, in tutto e per tutto, riportano il vostro
immaginario ai mondi Fantasy di Shannara e poi, mentre le guardate
ad una ad una , vi sembrerà di sfogliare uno dei libri magici di
Castledown, vuol dire che ancora una volta siete d’avanti ai
moderni lavori di Fabrizio Castorina.

L’autore triestino, senza alcun’ombra di dubbio, può essere
considerato come una delle massime espressioni del moderno
romanticismo fantastico. La sua rivoluzione creativa, la sua sana
pazzia visionaria, la sua fantasia introspettiva, insomma … il suo
estro coraggioso - che gli costò non poche critiche negli ambienti
conservatori - lo elevano oggi ai massimi livelli della
creatività espressa per immagini.
Più che surrealista, più che metafisico, più che dadaista,
in Castorina sembra di intravedere i segni espressivi di un fine
dicitore; pare di cogliere in lui la grinta affabile di un
moderno pifferaio magico; si ha l’impressione di percepire le
melanconiche qualità di un narratore di fiabe, anzi, narratore di
racconti visivi di tipo fantasy. Le sue creazioni fantastiche,
realizzate con pazienza e maestria in camera chiara, sono sempre
ricche di colpi di scena e dove l’antico e il moderno si alternano
come l’odio all’amore, come il coraggio alla paura. La sue
immagini sono i sogni, sono gli incubi, sono i voli fantastici
creati dalla sua mente in continua eruzione. Oppure, le sue
opere, materializzano in realtà forme e paesaggi inventati
seguendo le scie calde delle note musicali che lui ascolta… beve…
aspira… come fossero una droga.

I lavori di Castorina sono opere che vanno osservate a lungo,
vanno interpretate, vanno decodificate; se non si è in possesso di
un giusto decoder, se cioè non si ha familiarità con il mondo che
lo ispira in continuazione (il regno della musica e la letteratura
fantsy) si rischia di gettare alle ortiche metà dei suoi
simbolismi, metà dei suoi riferimenti. C’è una cosa comunque che
apparirà sempre osservando i suoi lavori, una forza che si
riflette in esse come in uno specchio… questa forza è il suo
temperamento, è il suo carattere. La sua generosità, il suo
romanticismo, la sua franchezza, emergono chiare e limpide dalle
sue immagini come se queste fossero una cartina tornasole dei suoi
sentimenti.