Sorella Nebbia
Mostra fotografica di Fabrizio Castorina.
Presentazione di Roberto Zuccalà
Amo
il profumo dell'erba appena tagliata, le rose rosse e le rose
bianche, i viali alberati, i tramonti autunnali, il mare… il
mare d'inverno, amo il vento, amo le luci soffuse, la penombra,
amo il sax come amo il suono del pianoforte. Ma c’è ancora una
cosa che amo… una cosa splendida e terribile, una cosa reale ma
impalpabile… amo la nebbia.

La nebbia, silenziosa, leggera, all'apparenza, sembra fumo. In
realtà é formata da piccolissime goccioline d'acqua, che restano
sospese nell'aria… una concentrazione di minuscoli cristalli. In
fondo non é altro che un insieme di fitte nuvole stratificate che
incontriamo a livello del suolo. La nebbia, da sempre è mistero e
paura, la nebbia avvolge, nasconde, ci trasporta in una nuova
dimensione.
So di non essere solo in questo amore, Fabrizio Castorina, la
nebbia, forse l’ama più di me. Per lui, la nebbia, non è
l’incontro casuale che può capitare – come capita a me – una volta
tanto, per Fabrizio è una compagna di viaggio che si incontra di
frequente, che si impara a conoscere… a riconoscere, ad amare.
Generalmente – sappiamo – la nebbia nasconde tutto e per un
fotografo, quale Castorina è , può diventare un problema, un
ostacolo. Fabrizio invece si è interessato a lei, le ha dato
importanza, l’ha cercata, l’ha fotografata facendola diventare
protagonista ha spese degli oggetti reali che da quel momento
servivano solo per esaltare il candore di questa sua modella
ovattata.

Fabrizio Castorina vive a Trieste, una città che ama in ogni
sua sfaccettatura e la nebbia è una di queste. Castorina è
l'esemplare più puro e rappresentativo di questo nostro periodo
storico ed artistico, la sua vena creativa si manifesta con uguale
successo e nella fotografia tradizionale e nell’immagine elaborata
con l’ausilio del computer. Queste due vie,in verità, nel caso di
Castorina, non possono essere considerate due limiti precisi, due
direzioni diverse. E’ come se l’autore triestino abbia in se il
dono dell'ubiquità: come fotografo può essere conservatore e
rivoluzionario; come creativo, all'anarchia dell’epoca affianca
l'ordine più assoluto.
Castorina quindi, come artista è un metodico e uno
spregiudicato; un discontinuo e un volitivo. Di qui il suo genio,
fatto di antitesi, di negazioni e affermazioni. In ogni sua opera,
di qualunque argomento si tratti, emerge sempre la sua natura
essenzialmente umana, la sua natura essenzialmente poetica ed
anche queste sue nebbie altro non sono che decine di poesie
scritte con la luce.