Annamaria Germani

 

 

Due parole di    Roberto Zuccalà

 

 

 

        Il vasto e raffinato repertorio di portfolio, da lei costruito in anni di applicazione, contribuisce in modo sostanziale a delinearne il profilo, ad esaltarne il carattere.

 

        Forse, nella vita personale Annamaria Germani può apparire riservata, forse timida, ma l’altra Annamaria, quella fotografa, è tutta un’altra Germani; coraggiosa, spavalda, tenace, curiosa e tanto altro, un vero vulcano in eruzione.

 

 

        Malgrado la grande e costante diffusione che la fotografia ha avuto nel tempo, pochi sembrano aver capito quale profondo ed intimo contenuto si celi dietro l'arte apparentemente così accessibile di Annamaria. Anche se innamorata della vita, che immortala in ogni dove, in ogni modo, le sue ricerche alla fine approdano in porti melanconici, fortemente intimistici, quasi sacri. Pone la vita e la morte sullo stesso piano, non per farne spettacolo, ma per indagare l’esistenza in tutta la sua verità.

 

 

 

        Il repertorio fotografico dell’autrice, ormai milanese, può essere convenientemente suddiviso in vari gruppi di ricerca, filoni che si alternano spesso senza schema predeterminato, seguendo solo il libero corso della fantasia dell'artista.