Paolo Albertini
SOUL POWER: la musica
dell'anima
presentazione di : Roberto Zuccalà
Paolo
Albertini è stato per anni uno dei fotografi
accreditati al Festival di Musica Soul di Porretta
Terme, che si tiene ormai dal 1988 nella cittadina
dell'appennino tosco-emiliano.
Qualche tedesco, qualche inglese, qualche italiano;
pochissimi i fortunati chiamati a testimoniare
ufficialmente con fotografie lo straordinario evento
musicale, sicuramente il più importante in Europa
nel suo genere.
Nel corso degli anni, festival dopo festival, (che
gli organizzatori hanno voluto dedicare al grande
Otis Redding, un grande della musica soul,
prematuramente scomparso in un incidente aereo nel
1967), Albertini ha accumulato decine, centinaia,
migliaia di scatti, immagini preziosissime,
altissime sensazioni visive.

Ma le centinaia e centinaia d'immagini, diventano
purtroppo un fardello troppo pesante perché, nel
tempo, si torni agevolmente a quelle emozioni.
Sfoltire, razionalizzare, riorganizzare i contenuti
in modo da realizzare forti guadagni di sintesi
visiva. Ridurre all'estremo, all'essenziale; fare
questo oggi, significa aver avuto allora chiaro in
mente i punti nodali dei vari eventi, significa aver
riconosciuto la personalità dei vari protagonisti,
significa aver avuto padronanza delle luci e delle
loro stesse bizzarrie, per restituire oggi tutto in
una sintesi.
Se "distillare" una disciplina, significa mettere in
chiaro tutti gli argomenti che la riguardano,
portare in evidenza cioè tutte le logiche narrabili
che la caratterizzano, questo bisogno di
sintetizzare ha portato Albertini a misurarsi con se
stesso, spingendolo a ritrovarsi in tutte quelle
situazioni che gli eventi spettacolari avevano
presentato.
La mimica, ad esempio (indagata da Albertini con
disinvoltura, nonostante le difficoltà tecniche),
poi la gestualità, che con la prima, la mimica, sono
il corpo fisico della musica.
Poi ancora la luce, anzi: le luci, importanti
fantasie cromatiche e ritmiche che accompagnano le
note, che accarezzano i cantanti, che sottolineano
gli strumenti. La luce, Albertini, ha lasciato che
entrasse nell'obiettivo, poi l'ha dominata,
cavalcata, dandoci immagini di grande effetto.
Rufus Thomas, Solomon Burke, Wilson Pickett e la sua
band, James Govan, Vernon Garrett, e poi ancora, Syl
Johnson, LaVern Baker, le Sweet Inspirations (e
tutti gli altri) non moriranno mai certamente grazie
alla loro musica, ma resteranno tra noi anche grazie
a quelle centinaia di splendide foto e della loro
attuale essenza, un distillato di quei momenti
magici e irripetibili.

Oggi quel distillato ha un nome: "SOUL POWER, la
Musica dell'Anima" ed è una mostra.
Di "Soul Power" Albertini dice: "….
il mio tentativo è stato proprio
quello di raccontare attraverso le immagini -
evolutive nello stile in accordo con la mia
evoluzione fotografica - ciò che i sensi
percepiscono quando si è ogni anno sotto il palco…
e la musica ti travolge come un treno in corsa. Non
so se ci sono riuscito, ma la mia intenzione è stata
certamente quella di rappresentare questa atmosfera
unica e fantastica che l'aria di Porretta sa
esprimere durante il festival."
E noi, dopo aver visto le immagini non possiamo che
dire: Paolo, sì, ci sei riuscito.