L’Orlandi furioso
Presentazione di Roberto Zuccalà
La storia fotografica di Claudio Orlandi ha pubblicamente
inizio con una serie d'immagini particolarmente fortunate:
"Tatuaggi di luce", foto che tutti noi dell'ambiente conosciamo e
ricordiamo.
In
"Tatuaggi di luce", il corpo nudo di una giovane
donna danza con la luce, con i colori, perdendo le sue sembianze
corporee per divenire una fantasia cromatica.

Ma questo, per Orlandi, è stato solo il prologo del suo
lungo discorso espressivo. Non sarei comunque un buon amico o
recensore se non riconoscessi e divulgassi l’ampio lavoro fatto in
questi anni dall'autore romano.
Orlandi non vive di “rendita” fotografica, appoggiandosi
cioè a qualche scatto domenicale più fortunato, lui ama la
ricerca, la sperimentazione, la pianificazione del suo lavoro.
Per effettuare una nuova serie fotografica si prende tutto
il tempo che vuole, ma poi… poi realizza effettivamente,
minuziosamente, quanto aveva ideato. Nascono cartelle, portfoli,
proiezioni, mostre, ognuna delle quali ha la sua valenza, il suo
significato, il suo stile... che si rinnova e si trasforma nel
tempo.
Il pregio principale di Claudio Orlandi sta nel fatto che
il fotografo non si ripete: i suoi lavori sono concettualmente
diversi l'uno dall'altro; rivisitandoli a distanza di tempo,
possiamo percepire la progressiva crescita dell'autore che si
trasforma, evolve, si specializza.

Non è questa la sede di stilare un elenco dei lavori
Orlandi, questo lo lasciamo più volentieri al suo curriculum, ma è
stata la sede per sintetizzare con due parole quelle valenze di
cui si diceva. Il trasformismo creativo è la sua dote ed è questa
particolare essenza che desidero sottolineare a quanti si
imbattessero nei lavori fotografici di Claudio Orlandi.