“Mail art”.

Le cartoline dei fotoamatori.

 

 

 “Mail art” o arte postale è un’esperienza di rappresentazione che coinvolge la  relazione, il comportamento, il concetto ed il prodotto  che ha preso inizio negli anni sessanta principalmente con l’americano Ray Johonson, del gruppo d’avanguardia Fluxus, che nel 1962 con la sua proposta” Add to and return to” propose per posta i suoi lavori in tutto il mondo e che fondò la New York Corrispondence School of Art. Un altro deciso contributo è stato fornito dall’americano On Kawama con le sue operazioni “I got up” nel 1969 e “I am still alive” del 1960. Un movimento esclusivo per il quale tutto il prodotto della corrispondenza confluisce nell’operazione artistica, di origini dadaiste e futuriste,ha come oggetto lo scambio di idee scripto-visive, attraverso il servizio postale, nelle sue dinamiche spazio-temporali. Un’operazione di tendenza originale, lirico-surrealista, poi sviluppatasi anche sul piano concettuale, viene proposta a livello fotografico, dall’italiano Roberto Zuccalà, fotoamatore in Roma (06/50917043)  intorno alla metà degli anni 80.

Roberto provoca una sorta di corto circuito sul fare e saper fare fotografia, sulle conoscenze del linguaggio proponendo, prima dello sviluppo del digitale, immagini – come istantanee visive- del proprio viaggio, della memoria breve, dell’occasionalità, dell’esercizio, di esplorazione realizzate quasi immediatamente ed inviate per posta, preferibilmente dal luogo in cui vengono realizzate, accompagnate da annotazioni scritte; osservazioni, idee, pensieri, ricordi o semplicemente i saluti, comunque quanto altro possa essere utile a favorire una sorta di scambio esperenziale con altri fotografi. Quindi rispetto alla resa formale dell’immagini vengono privilegiati altre apparenze  che di solito passano in secondo piano; l’immediatezza del riscontro; una tipologia breve di  trasferimento emozionale ma non per questo meno intensa; una specie di comunicazione interpersonale;  l’importanza dell’intervento nel fare immagine e soprattutto nell’accompagnarla con una didascalia di solito manuale; gli abbellimenti, quali orpelli, fregi, timbri; l’autoreferenzialità, la tiratura limitata, una sorta di  vintage personalizzato che provoca al destinatario  innocenti piaceri, la compartecipazione, la raccolta e lo stimolo del riscontro.

 

                                                                                                                                (Enzo Carli)*

 

 

 

*Affettuoso allievo, amico e biografo di Mario Giacomelli, fotografo, sociologo, libero docente in teoria della Comunicazione, già professore in seminari di linguaggi della fotografia contemporanea all’Università ed Istituti superiori, ha partecipato a  dibattiti, mostre come relatore, critico e fotografo in tutta Italia ed all’estero. Autore di numerose interviste e recensioni su Radio,Televisioni locali,nazionali ed estere, riviste e giornali, è Autore di fotolibri e di numerose pubblicazioni sulla fotografia e sui grandi maestri di fotografia editate a livello nazionale ed internazionale.

Già direttore della sezione Fotografia e Audiovisivi del Centro Studi Marche, BFI, di Senigallia  e responsabile della teoretica del Dipartimento Cultura della FIAF, è stato direttore del Dipartimento Comunicazione della FIAF,consulente per la fotografia per numerosi Enti pubblici e privati tra cui la Provincia di Ancona e  la Biblioteca Nazionale di Francia. Insignito delle onorificenze BFI- FIAF, FIAP.EsFIAP, ANAF-Maestro di fotografia, è consulente culturale dell’Associazione Nazionale Arti Fotografiche.