************ Roberto: Uno che

                        (Paolo Albertini in occasione del 64° compleanno di Rolà)

 

            Uno che ha creduto e crede ancora oggi in un'emozione che noi chiamiamo "immagine", e per questa continua a spendere gli anni e le emozioni migliori della sua vita.

            Uno che un giorno ha preso tutte le mie vane convinzioni e le ha ridotte in pezzettini di giornale, poi mi ha aiutato a rimettere tutto esattamente nell'ordine originario, con la differenza fondamentale che passa tra lo scegliere di essere ed essere ciò che altri hanno scelto per lui.

            Uno con il quale ho discusso e discuto - quando penso che qualcuno mi ha definito un suo "vassallo" posso soltanto sorridere - perché ho avuto ed ho spesso convinzioni e posizioni diverse dalle sue, ma stimo perché sa ritornare sui suoi passi e mettersi in discussione. Almeno è quello che ha fatto con me molte volte, e a me basta.

            Uno che è a volte lontano mille miglia dal mio desiderio di misura e piccoli silenzi, ma ha una sensibilità così vera e grande che anche un soffio di vento a volte può ferirlo.

            Un amico che io ho rischiato di perdere quando avevo appena compreso quello che poteva rappresentare per me e la mia vita. Ma io sono ancora tra quelli che pensano all'esistenza di qualcosa che si erga al di sopra dei nostri effimeri egoismi, ed è forse stata proprio questa fede che lo ha restituito a tutti noi per ciò che è oggi.

            Uno che con calma, quasi in silenzio, ha stravolto nel tempo le nostre convinzioni sul “bello”, da mero fattore estetico a palpitante fatto emotivo.

            Uno che a vederlo è il più piccolo di tutti, ma basta un niente poi per comprendere che è lui il più grande tra noi.

            Uno che nel corso della vita ha più volte sottolineato il verbo “amare”, ma lo ha fatto sempre e soprattutto dalla cintola in su, ovvero passando dal cuore fino alla testa.

            Uno che è un faro tra le nuvole, che nonostante i segni del tempo tende la sua mano nella notte a chi cerca consiglio. E ieri  sera tutti insieme con lui abbiamo ritrovato l'ingresso del vecchio porto, nonostante il maltempo di questa nostra vita.

            Un raggio di sole illumina questa mattina le tue 64 primavere, Roberto, e perdonami se nei miei limiti non ho saputo trovare le parole adatte a raccontarti come meriteresti: in fondo sono un uomo anche io.

 

                                                                                              Paolo Albertini

 

**********