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“Quando il postino recapita l’Arte” - l’opera d’ingegno di Roberto Zuccalà –
“Ciao! Credo di avere scattato una buona fotografia, vorrei un tuo parere”. “Si! Bene! Stampala in 10x15, traccia sul retro la rigatura standard delle comuni cartoline postali, scrivi una didascalia o un pensiero, affrancala e spediscimela come Mail Art, ti comunicherò il mio parere con lo stesso mezzo”.
Questo breve colloquio immaginario, potrebbe esse molto simile a quello che, decine d’anni or sono, Roberto Zuccalà ha intrattenuto con un amico fotoamatore, dando inizio all’intenso scambio d’opere tra fotografi ed a promuovere forma di lettura critica delle fotografie. È noto che ogni opera siffatta ha la caratteristica del manufatto unico e irripetibile in virtù degli imprevedibili arricchimenti grafici del servizio postale, proprio nello spirito della Mail Art storica inventata da disinvolti artisti di fine ‘800. L’intuizione di Roberto, inoltre, conferisce alle opere d’ingegno dei fotografi una prima, occasionale forma di “visibilità” offerta agli occhi distratti, incuriositi e acritici degli operatori postali, prima di giungere all’occhio attento del destinatario. Un intuizione che, sul piano sociale e della vita di relazione, ha consentito a quanti hanno seguito l’esempio dell’iniziatore, d’instaurare e consolidare una rete di amichevoli legami tra fotografi che, nei decenni si è estesa a dismisura. Questo è il merito che tutti riconosciamo a Roberto Zuccalà. In molti sappiamo che l’iniziativa si è ufficializzata in occasione di una prima mostra Mail Art che Roberto volle allestire in occasione del Congresso FIAF del 1994 a Fara San Martino e che, quattro anni dopo, sempre per sua iniziativa, fu organizzato un Concorso Nazionale Mail Art FIAF in occasione del 50° anniversario della Federazione. Un’apposita commissione, allora, selezionò le migliori opere pervenute dando vita ad una rassegna nella Galleria FIAF di Torino e, successivamente, in tante altre sedi di Circoli fotografici affiliati. Personalmente sono orgoglioso di ricordare che nel 1999, avvalendomi del mio incarico di creatore e gestore della sezione culturale sul sito Internet della Federazione, ho iniziato a creare le pagine Web per i collezionisti di Mail Art, offrendo visibilità in rete alle migliori opere scelte dai singoli collezionisti. Oggi le collezioni on line sono oltre sessanta e vanno a gratificare i collezionisti stessi e gli autori delle opere ai quali è riservata la gioia di ricercare e di scoprire quali delle loro card sono state scelte dai singoli collezionisti per “nobilitare” le proprie collezioni. Ma Roberto Zuccalà non è soltanto l’ideatore, il pioniere ed il propugnatore di quest’originale funzione culturale, egli è, soprattutto, un fecondo autore di quel genere di fotografia di sapore antropologico ed etnico che oggi è prediletto da centinaia di fotografi che amano esplorare il mondo in modo “turistico”. La differenza tra il fotoreporter Roberto e gli altri, però, è che lui non è mai stato cliente dei viaggi organizzati, laddove i soggetti esotici si concentrano nei luoghi del turismo di massa ed offrono lo stereotipo della loro grazia o della loro povertà. Roberto ha esplorato i più lontani e reconditi Paesi del mondo; la sua professione, infatti, lo portava ovunque, e lui, instancabile, non si limitava ai contatti di lavoro con le grandi organizzazioni della finanza o della produzione, non era pago delle riposanti soste negli aeroporti internazionali, s’inoltrava nei paesi vicini, s’immergeva nelle folle delle grandi città, ricercava realtà umane recondite, ne percepiva lo spirito, instaurava processi d’empatia con le diverse etnie, assimilandone la cultura, talché le sue fotografie hanno la freschezza e l’afflato umano che solo l’attento fotoreporter sa cogliere. L’archivio delle sue opere è dinamico: la sua urgenza di raccontare, unita ad un legittimo orgoglio, alla piena consapevolezza del proprio ingegno creativo e di comunicatore, lo inducono a diffondere con ogni mezzo, il proprio pensiero e le proprie immagini, ad esporre con sicumera le proprie tesi, fondate su una profonda cultura umanistica, a sostenere vivaci dibattiti con chi, magari per invidia, assume atteggiamenti critici; allora si erge a difesa della propria dignità con argomentazioni ineccepibili che sempre hanno il potere di disarmare l’incauto interlocutore. Ho iniziato con un breve colloquio immaginario sul tema Mail Art, così caro al nostro Autore, mi piace concludere questo breve profilo immaginando un altro colloquio con un ipotetico interlocutore, spero così di allineare il mio pensiero a quello di Roberto: “Guarda! Con questa fotocartolina non voglio semplicemente fornirti la testimonianza di dove sono stato, indirizzo a te un’immagine ed un pensiero, concepiti come espressione d’arte singolare, un moto dell’animo dedicato a te e soltanto a te! Apprezzalo, perché va a rafforzare la nostra intesa confidenziale ed esclusiva. Sarai tu a decidere di far diventare quest’opera di pubblico dominio affidandola al servizio Mail Art FIAF che, gratificando te e me insieme, la metterà on line assieme ad altre fotocartoline della tua collezione”. Giorgio Rigon Bressanone, marzo 2008
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