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da LUCIANO FREDDI

 

 

Ciao Roberto,

ancora una volta ho navigato con sommo piacere nel mare sterminato della tua produzione fotografica.
Ho notato che per te la fotografia digitale sta diventando un vero e proprio vangelo e che non ti stanchi mai di addentrarti nelle "intricate selve dell'invenzione", per dirla alla maniera del compianto ed impagabile Rinaldo Prieri.
Ecco, questo è il Roberto Zuccalà che ho sempre apprezzato e mi piace notare ancora una volta che non ti smentisci, e che vai sempre avanti, senza seguire mai facili mode e senza mai tradire comunque le tue cifre stilistiche ed il tuo solito stile fotografico (poli)valente che indelebilmente ti contraddistingue e che pur spaziando a trecentosessanta gradi fa si che ogni tua foto sia un vero e proprio capolavoro non soltanto artistico, ma anche d’identità d’immagine.
Di recente mi è stato riferito che sei stato poco bene di salute e ti posso assicurare che sono stato in pensiero per te perché nonostante i nostri diversi punti di vista sulla fotografia ti considero sempre un grande amico anche se per quanto mi riguarda ho scelto volontariamente di chiuderla per sempre con i circoli fotografici e di trovare nuovi stimoli in rete.
Il nostro cammino fotografico ora appare diverso. Io sto un po’ ripercorrendo, sempre cercando di riadattare il tutto alla mia personalità, la via della tradizione, quella via che ho scelto di saltare a piè pari molti anni fa ma che giudico assolutamente necessaria ripercorrere da parte mia per conseguire nuovi salti di qualità e per cercare di vedere la realtà tutta con nuovi occhi, senza discriminazioni e pregiudizi di sorta, prendendo anche atto dei tuoi insegnamenti negli anni passati all’ombra del tuo circolo, insegnamenti che seppure a volte negletti all’epoca non ho mai dimenticato.
Un abbraccio con affetto.


Luciano

 

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