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La ripresa Panning
di Roberto Zuccalà

Uno dei grandi vantaggi che nel mondo della fotografia ha portato il digitale è con certezza l’immediatezza di visione dello scatto. All’istante, infatti, possiamo conoscere il risultato del nostro lavoro, individuarne gli errori quando ci sono e rimediare a questi per il resto delle nostre riprese.
Il panning è una di quelle tecniche fotografiche che più di altre ha trovato vantaggio dal digitale proprio perché potendo verificare gli scatti è possibile programmare la fotocamera nella coppia tempo/diaframma in virtù della velocità sostenuta dal soggetto ripreso.
Quella del panning è una tecnica che consiste nel muovere la fotocamera nella stessa direzione del soggetto ripreso, in modo tale che il medesimo rimanga nell’identica posizione rispetto al piano del fotogramma durante tutto il tempo dell’esposizione. Il panning rende al meglio nel caso in cui i soggetti ripresi si muovano a una velocità costante, come ad esempio una moto su una pista.

Alcuni soggetti possono anche essere nitidi e sfocati allo stesso tempo. Il corpo di un uccello in volo, ad esempio, apparirà chiaramente raffigurato, ma le ali che si muovono verso l'alto e verso il basso ad angolo retto rispetto al movimento della fotocamera risulteranno sfocate.
È buona norma cominciare ad inquadrare il soggetto in movimento molto prima del punto che prevediamo essere quello dello scatto, il soggetto va seguito con l’obiettivo, si scatterà al momento desiderato e si continuerà a seguire il soggetto ancora per qualche istante dopo il clic, in modo da ottenere un movimento estremamente fluido.
Un simile scatto ci darà una foto dove il soggetto apparirà a fuoco e verosimilmente fermo, mentre lo sfondo apparirà mosso, strisciato. Nel panning è essenziale trovare la giusta posizione: il soggetto da riprendere deve rimanere alla stessa distanza dal fotografo per tutta la durata dello scatto.

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