| ************ |
Il digitale nella fotografia
di Roberto Zuccalà
È da sempre il desiderio dell’uomo di lasciare tracce del suo operato, così com’è da sempre desiderio dell’uomo ricordare e far ricordare… anche attraverso le immagini.
Per secoli, come sappiamo, la pittura ha dato all’umanità la possibilità di vedere, scrutare cose accadute o immaginate in altri luoghi o in altri tempi; poi, molto più recentemente, con l’avvento della fotografia, un fiume d’immagini ha permesso all’umanità di conoscere e riconoscere in sostanza tutto ciò che esisteva.
La fotografia, grazie proprio alle sue caratteristiche peculiari, ha assolto il compito di testimone più o meno fedele delle vicende umane, lasciando alla pittura il difficile compito di seguire un percorso interiore, astratto, espressionista.
Tutto questo fino a pochissimi anni fa, quando l’avvento del computer ha modificato l’ordine trovato, rimettendo in discussione tutti gli equilibri. Con l’avvento del computer, infatti, anzi con la sua proliferazione a tutti i livelli e classi sociali, la fotografia subisce una brusca accelerata verso nuove direzioni.
Oggi sappiamo che, chi si occupa di fotografia - fotografia digitale appunto - dalle immagini scattate può creare dieci, cento, mille storie; mille sensazioni diverse e bellissime, che non sono più la testimonianza certa di ciò che si è visto, ma sono soprattutto l’espressione del pensiero pensante dell’autore, il suo momento di riflessione e di immaginazione. La fotografia digitale, ma è il caso di dire ormai “l’immagine” digitale, può oramai essere una testimone ancora più immediata e diretta, come può essere (e lo vedremo) la tavolozza magica da dove attingere e realizzare le fantasie più sfrenate.
Cos’è quindi la fotografia oggi??? E il digitale, quali sono a grandi linee i suoi campi di applicazione?
Per motivi di spazio, in questa sede mi limiterò a tracciare un profilo sintetico delle applicazioni più comuni al mondo amatoriale:
• La fotografia elettronica
• Il computer in ausilio alla fotografia
• Il computer e le immagini in libertà
Ai tempi dei miei primi “contatti” con la fotografia, nei salotti degli addetti ai lavori si discuteva sui formati: il grande formato o il piccolo formato? Il piccolo formato faticava non poco ad imporsi, persino Topolino (il simpatico personaggio di Disney) veniva rappresentato sui fumetti con una nota fotocamera 6x6. Per i puristi il piccolo formato, il 35 mm, non avrebbe mai avuto successo perché… la qualità… si diceva…
Ma non fu così o non fu proprio così, rimanendo comunque alta la qualità del grande formato, il piccolo formato riuscì a guadagnarsi il suo spazio d’applicazione, decisamente convincente.

Dopo quasi mezzo secolo, altri puristi si scontrano in altri salotti fotografici, l’argomento dei nostri giorni è fotografia analogica o fotografia digitale.
Mi sento molto legato, quasi affettivamente, alla fotografia – come dire – tradizionale e, certamente, mi sento di difenderne le sue qualità nei salotti che frequento, ciò nonostante, non mi sento proprio di condannare la fotografia digitale, anzi, per certe sue caratteristiche, mi viene da esaltarne alcune sue tipiche peculiarità.
Credo che sulla fotografia analogica ci sia poco da dire ormai, tutto è stato detto, tutto è stato scritto, il lavoro finale di un procedimento analogico, ovvero un’immagine su supporto tradizionale, viene definito dai recensori più romantici “opera vera”, e ciò declassa subito la fotografia digitale quasi fosse un’opera “non vera”. Personalmente non penso sia così, l’opera – come ci piace ormai chiamare un’immagine ben riuscita – non è sul supporto finale di un procedimento, ma nell’essenza del messaggio datoci dall’autore. Convengo con voi che sfogliare un libro di poesie, sentire tra le mani il peso del libro, l’odore della carta e dell’inchiostro da stampa è più eccitante che leggere le stesse poesie attraverso il monitor di un computer… ma la poesia è sempre quella, il pensiero è quello, il messaggio è quello, quindi, non alziamo roghi, ma godiamoci le due possibilità a seconda dei casi.
Volendo allora parlare di digitale vediamo quali possono essere i punti a suo favore:
i costi di esercizio della fotografia elettronica si riducono drasticamente, senza considerare l’acquisto dell’attrezzatura base (fotocamera, computer, programmi) i costi per immagine prodotta si riducono praticamente a zero.
Con il digitale il fotografo acquisisce una notevole autonomia di gestione, dallo scatto alla stampa è infatti del tutto indipendente, sia nei tempi che nei modi di realizzazione dell’immagine. Il vantaggio di questa indipendenza può ricordare la stessa indipendenza che ha l’autore di foto in BN, che segue il suo procedimenti dalla A alla Z in camera oscura. Gli interventi in camera oscura (nello sviluppo del negativo e nella stampa della foto) sono simili agli interventi in camera chiara al momento dell’acquisizione di un’immagine digitale.
Altro vantaggio non indifferente della fotografia digitale è la visione - e quindi la verifica - di ogni foto scattata che viene immediatamente visualizzata sul monitor della stessa fotocamera: è possibile renderci subito conto del risultato ottenuto e, all’occorrenza, possiamo ripetere eventuali foto errate.
A questo sicuro vantaggio, che possiamo definire: tipo “polaroid”, si unisce la possibilità di ottenere subito, e in casa, stampe in qualsiasi formato (diciamo fino al 30 x 40 cm) e poi ancora, di poter rivedere le foto sull’apparecchio TV e, sempre più alla moda, di poter spedire le immagini sul circuito internet con visione in tempo reale.
I puristi lamentano la volatilità nel tempo degli inchiostri di una stampa digitale ed hanno ragione, anche se – mi viene da dire – non è che una stampa fatta con procedimento analogico non riveli negli anni l’attacco del tempo. La fotografia digitale, se adeguatamente conservata (per esempio su CD) può avere, in teoria, vita eterna.
Altra possibilità dell’immagine digitale è che può essere condivisa da più persone con copie a costo bassissimo del supporto dei file immagine. Anche realizzare un sito ed inserirvi le immagini è un modo per conservarle inalterate e, contemporaneamente, farle fruire da chi è autorizzato ad entrare nel sito stesso che, per assurdo, può essere il mondo intero.
Volutamente ometto alcuni svantaggi tipici della fotografia digitale, come il numero di pixel - quindi qualità dell’immagine - ampiezza della memoria, ecc. perché mentre noi ne parliamo qualcuno sta risolvendo i nostri problemi… perché il digitale è la fotografia del futuro e dovrà essere perfetta.
|
******* |