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Congresso FIAF dei circoli laziali 2007

 

 

*    Bellissima giornata ad Anguillara in occasione del Congresso FIAF dei circoli laziali 2007.

*    Perfetto il padrone di casa: Camillo  De Laurentis e altrettanto perfetti i suoi collaboratori... i soci del locale circolo "Dagherrotipo".

*    Puntuale e dettagliata la relazione del Delegato  Fiaf Alberto Placidoli.

*    Di qualità di anno in anno  crescente la mostra fotografica delle fotografie finaliste.

*    Meritato successo per le prime tre immagini uscite dal giudizio di una giuria esterna.

 

    A tal proposito, mi sono soffermato su alcune mie "personalissime" considerazioni scaturite dall'incontro... 

Mi sono reso conto, osservando punti e graduatorie, che la fotografia istantanea fa da padrona nelle preferenze dei giurati e, credo io, anche in quello dei fotografi. Le foto "vincitrici", erano perfette, cariche di pathos, significanti e significative, dimostravano o spiegavano in modo appropriato e convincente scene di vita quotidiana.  Non si può negare all'istantanea il primato di racconto immediato, spesso veritiero, primato irrinunciabile... certo, ma.......... Ogni genere fotografico ha per me pari dignità, come lati diversi di un "cubo" espressivo. Così è anche per la foto creativa, la quale però spesso, molto spesso, appare come la figlia di un Dio minore nelle preferenze emotive di chi guarda.

Parlavo di questo con Bruno Colalongo, amico di vecchia data e, guarda la combinazione, rappresentante FIAF proprio nella giuria di Anguillara.

Allora, d'accordo con Bruno, ho voluto smuovere le acque, stuzzicare - senza nulla togliere ovviamente alle foto e agli autori primi classificati- per spezzare un'ulteriore lancia a favore anche della fotografia creativa. Per farlo ho scritto, anzi riscritto, un discorso solenne :-)))

 

    roberto zuccalà



 

 

 

Discorso solenne alla morte della Creatività

 

 

Romani, amici, miei compagni fiaf,

vogliate darmi orecchio.

Io sono qui per dare sepoltura

alla Creatività, non già a farne le lodi.

V’ha detto il nobile Bruno che l’essere creativo

era forma ambiziosa di potere:

se tale era, fu certo grave colpa,

e nella graduatoria gravemente l’ha scontata.

Qui, col consenso di Bruno e degli altri

- ché Bruto è uom d’onore,

come lo sono con lui gli altri -

io vengo innanzi a voi a celebrare

della creatività e del  digitale le esequie.

La Camera Chiara mi fu amica,

sempre stata con me giusta e leale;

ma Bruno dice ch’ella era ambiziosa,

e Bruno è certamente uomo d’onore.

Ha addotto a FIAF molti artisti,

tutti creativi, e il loro affermarsi ha rimpinzato

la gloria degli archivi federativi: sembrò questo

del colore, della creatività ambizione di potere?

Quando i poveri d’idee han pianto,

la Creatività ha lacrimato: l’ambizione

è fatta, credo, di più scarsi pixel;

ma Bruno dice ch’ella fu ambiziosa,

e Bruno è uomo d’onore.

Ad Anguillara - tutti avete visto -

per tre volte gli offrimmo la medaglia

e per tre volte lei la rifiutò.

Era ambizione di potere, questa?

Ma Bruno dice ch’ella fu ambiziosa,

e, certamente, Bruno è uomo d’onore.

Non sto parlando, no,

per contraddire a ciò che ha detto Bruno:

son qui per dire quel che so del guizzo creativo.

Tutti l’amaste, e non senza ragione,

un tempo… Qual cagione vi trattiene

allora dal compiangerla

Scusatemi… il mio cuore giace là

nella bara con la Creatività,

e mi debbo interromper di parlare

fin quando non mi sia tornato in petto.

 

 

William Shakespeare, Giulio Cesare, Atto III, scena II

Rivisitato per divertimento  da  Roberto Zuccalà

 


Ringrazio l'amico Colalongo per essersi prestato e divertito alla parodia da me scritta.

r.z.

 

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